di STEFANO GRIMALDI
E’ uno di quei Borghi che ti portano indietro nel tempo per architetture storiche, suggestioni rurali a fianco del nostro PO nazionale, ritmi slow e sapori che quasi non esistono più. Ne esistono certamente di nuovi e fusion, dall’umami che tanto va di moda ma, chi è nato nel ‘900, sa bene di cos’altro parlo.
Parlo ad esempio del Luadèl, ovvero quella squisita mezza via fra una focaccella e una pasta sfoglia abbrustolita, gustosamente cotta nello strutto (in origine) capace di accompagnare in bontà, se non di superare, gli eccellenti salumi locali serviti con una mostarda di Pere da Oscar a Hollywood.
Sessant’anni ancora ben portati da questo ristorante/riferimento – Cavalier Saltini – della campagna mantovana, dove vengono dispensate le stesse ricette e praticamente lo stesso menù di allora, fatto di artigianato culinario di lunga tradizione e pietanze – ad oggi – pressochè introvabili come il Germano Reale.
Allora, fra tortelli di zucca o alle erbette, spalla cotta, Luadèl, e minestrone, annaffiando tutto rigorosamente con un Lambrusco dei territori vicini (Mantova – Reggio in primis), staccate una giornata sulle rive del grande fiume. Saprà stupirvi con paesini da film nati dalla penna del Guareschi…, Borghi arancioni del Touring e Cittadine indimenticabili create dai grandi Gonzaga.

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