di Stefano Grimaldi
Non lo scopriamo certo ora, ma lo conosciamo anche noi da molto tempo.
Più che altro, Amerigo, è una pietra miliare della ristorazione collinare emiliana da riscoprire ogni volta e da fissare come indirizzo affidabile dal 1934.
Incastonato nella zona pedonale del delizioso paese di Savigno, dove diverse salette, corridoi esterni e dehor sul fronte accolgono zonali e turisti slow, quì si respira aria d’antan, ci si ristora col fresco collinare e si gustano sapori rari.
Il menu impalla la scelta perchè ispira in tutto e tutto merita la sosta senza rimpianti di nessun tipo. Imperdibile il monumentale Uovo Amerigo
I prodotti selezionatissimi sono per lo più a km 0, la carta vini territoriale è davvero vasta con chicche come il non usuale e squisito Negretto rosso dei colli.
Inseribile all’interno di un itinerario suggestivo fra scenari stupendi, silenzi, borghi e perfino pellegrinaggio per gli amanti della musica nella vicina Zocca che ha dato i natali e continua a vedere il Blasco (Vasco Rossi) di tanto in tanto non aver perso il contatto col proprio territorio, si può passare una giornata di stacco dal caos e di vero turismo enogastronomico.

Per chi non lo sapesse e volesse risolvere il rebus del titolo; si sappia che le loro tagliatelle al ragù da ingredienti 100% bolognesi, vengono servite – secondo una antichissima usanza contadina – con cipolla rossa a parte e un pizzico di sale. Accompagnamento da intercalare al boccone di pasta per esaltarne le sapidità e gli aromi.
Ma la loro storia è ben più lunga e tutta da scoprire.
Non si finisce mai di imparare!

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