La cucina molisana racconta il suo passato e il suo futuro
di Stefano Grimaldi
Svevia appartiene a quei luoghi d’incontro dove la tradizione culinaria prende il volo verso la creatività avanguardista senza snobismo e senza perdere d’identità.
Incastonato, quasi nascosto fra le splendide mura della cittadella antica a picco sul mare, e a pochi passi dalla bella Cattedrale, esiste questa risorsa del gusto e della bellezza architettonica dall’interior design sorprendente.
Entrare da Svevia significa prendersi il giusto tempo per una sosta che ti spingerà a ragionare sui piatti dello Chef Massimo Talia, il quale ha creato un ecosistema del gusto fatto di accoglienza, bellezza, comfort, sapori, tradizione e ricerca equilibrata; dicevamo in apertura.
Di ritorno dall’ esperienze vissute fra Nord Italia ed estero, lo Chef, ha capitalizzato tutto creando una cucina “sua”. Una summa di vissuto, rispetto della tradizione e fusioni (il risotto cacio-pepe con la tartare è poesia).
Grande attenzione è riposta al mondo delle cruditè: il loro manifesto di feschezza.
Il maître Silvio Chiappa, front-man del ristorante, narra i piatti e guida con educato “mestiere” alle proposte food-wine (sono oltre 200 le etichette credo…) con tempi perfetti divisi fra presenza rassicurante e discrezione, anche a sala full.
Quindi, in una splendida e rilassante atmosfera, fra salette a grottino in pietra a vista e arredi finemente studiati, non manca una offerta Gourmet all’altezza e tutta da provare, certi di un piacevole ritorno fra silenzi, mare, viste e borghi.
In quanto alla sinfonia di piatti dello Chef…lasciatevi cullare affidandovi ai preziosi consigli e cadendo sempre in piedi.
Suggestioni gustosissime create per presentare la cultura enogastronomica molisana evoluta, e al suo top.



Segui