di STEFANO GRIMALDI
“Il vino prepara i cuori e li rende più pronti alla passione.” — Ovidio
Parlare di vino e di vini qui è riduttivo. Quasi non vorrei parlare di bottiglie, ma di identità.
Perché sarebbe come vedere un affresco e dire che è un quadro.
Allora non vorrei iniziare da lì. Vorrei iniziare da parole come coraggio, passione, terre e terroir, crossoverismo imprenditoriale, famiglia, radici, mondo, Molise, panorami, silenzi e molto amore.
L’azienda gestita da Giulio e Margarita è tutto questo. Un luogo che sembra sospeso, creato per creare: pensando, producendo, relazionando, crescendo e facendo crescere.
Non ci arrivi per caso. Non è per tutti, ma non perché i loro risultati siano elitari o classisti. Non è per tutti perché quando ci si uniforma al pensiero unico – anche nell’enogastronomia – si perde il contatto con la qualità, l’originalità, la bontà, il gusto, la bellezza, il ritmo giusto. E non si riconoscono più le vere qualità, i valori.
Questa, innanzitutto, è la storia di una famiglia giovane. Che reinventa la propria vita condividendo quel mondo fatto di sogni che in tanti si ha, ma che si rimanda a un giorno che non arriverà mai. Perché per fare tutto questo servono la forza di Sansone, il coraggio di un leone e la solidità del granito.
E allora, come fai a non innamorarti del loro mondo ancora prima di perderti nel velluto dei loro vini. Perfetti. Tecnicamente perfetti.
Alcuni paiono il nettare delle fragoline di bosco, altri hanno una brillantezza adamantina, altri una freschezza alla beva che sa di giovinezza, altri ancora la persistenza aromatica infinita della marasca e l’equilibrio di una bilancia Withings Body Smart. È tutto in un equilibrio che non ha bisogno di essere spiegato.
I vini Steiger Kalena non sono vini che vanno analizzati (ammesso che lo si sappia veramente fare) solo tecnicamente – tanto dovrete impegnarvi parecchio per trovare squilibri, durezze o disarmonie – ma sono piuttosto l’espressione di un’eleganza luminosa come una seta rara, che da anni non incontravo. Così espressivi, quasi umani.
Avete presente la parola “nettare degli dei”? Qui è la trasposizione fisica del concetto, resa liquida e imbottigliata.
Carissimi e pregiati Giulio e Margarita, tutti noi, da quel giorno, tifiamo per voi a squarciagola.
Che la terra e il cielo vi siano sempre amici.

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