di Stefano Grimaldi
Preludio Sensoriale
Tra gli splendidi scenari della marca trevigiana (Marka ovvero confine o frontiera dall’antico carolingio e medievale si riferiva alla provincia di Treviso pianure e colline) esiste una zona che è stata ed è tutt’ora culla di miti, giganti dell’arte, dell’architettura e sublimi tentazioni della tavola.
C’è un momento preciso, quando si sale lungo i pendii alla ricerca di quel gioiellino Borgo Arancione d’Italia chiamato Asolo, in cui la percezione del tempo inizia a cambiare e la bellezza si svela con grazia.
Giosuè Carducci, stregato da questo panorama a perdita d’occhio, battezzò Asolo come la «Città dei cento orizzonti» senza virtuosismo poetico, ma descrivendola per quello sguardo a 360 gradi che abbraccia il verde morbido dei vigneti, la pianura veneta che si perde all’orizzonte e, alle spalle, il profilo delle Prealpi.
Eleonora Duse, Giorgione e il Canova
Asolo è sempre stata un magnete per gli spiriti elettivi. Qui regnò Caterina Cornaro, la regina spodestata di Cipro che trasformò il suo castello in un cenacolo rinascimentale d’artisti e letterati, ospitando le colte conversazioni d’amore di Pietro Bembo.
Ma è camminando tra le pietre del borgo che si avverte soprattutto l’ombra elegante di Eleonora Duse. La «Divina» del teatro mondiale, stanca del clamore dei palcoscenici, delle tournée e del ricordo bruciante della passione con Gabriele D’Annunzio, trovò qui il suo asilo ideale. Asolo fu per lei la casa della pace. Ancora ad oggi, nel piccolo cimitero di Sant’Anna, la sua sepoltura è una presenza discreta e silenziosa che continua a vegliare sul paese.

Tutta la Marca Trevigiana è però impregnata di sensibilità artistica unica, tant’è che poco distante, Castelfranco Veneto custodisce la memoria di Giorgione, il maestro del colore e dello sfumato.
I paesaggi idilliaci e le luci dei suoi dipinti sembrano letteralmente presi in prestito dalle colline asolane, dove la natura e l’arte sfumano l’una nell’altra.
Per una deviazione d’obbligo verso l’armonia pura, pochi minuti di strada vi congiungono a Possagno, ai piedi del massiccio del Grappa, dove sorge il solenne Tempio Canoviano come imponente sintesi neoclassica (ideata appunto da Antonio Canova) capace di fondere le forme del Partenone con quelle del Pantheon romano, affiancato dalla Gypsotheca che racchiude i calchi e i gessi originali delle sue sculture più celebri al mondo.
Nel Girone dei Gourmet, le tentazioni della Marca Trevigiana
Il patrimonio enogastronomico regionale è un vero e proprio girone dei gourmet, e Asolo ne rappresenta una delle capitali più raffinate.
L’Asolo Prosecco Superiore DOCG è una gemma enologica distinta e differente dal fratello di Valdobbiadene, col risultato che si esprime in un perlage splendido dal gusto secco, sapido, dotato di una struttura e di una freschezza eleganti che lo rendono perfetto anch’esso come compagno ideale di un intero pasto.
Fra ciliegie, Olio Extravergine d’Oliva dei Colli Asolani dal colore verde dorato, dalle note leggermente pungenti e fruttate, guardando verso la montagna, la tradizione casara offre capolavori storici d’alpeggio come il Morlacco e il Bastardo del Grappa, formaggi dal gusto intenso che raccontano la vita delle malghe di questo territorio benedetto da Dio, curato dall’Uomo.
Il celebre Radicchio Rosso di Treviso IGP, re incontrastato assieme al tiramisù, vi invitano a perdervi in uno qualsiasi degli Agriturismi scenografici o ristoranti ambasciatori del gusto di un’area geografica dai ritmi lenti, dall’aria leggera, dal silenzio della grande storia e della grande arte che parla coi fatti, con la sua bellezza, le sue memorie e l’aleggiare di molti miti il cui spirito fa ancora sentire parecchio la loro presenza.
Alcuni paradisi non sono poi così lontanti.

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