STEFANO GRIMALDI
Immagina di essere in un vicolo trafficato, operoso e vivace di una qualsiasi città giapponese.
Immagina un incrocio tra un pub inglese, una taperia spagnola e l’accoglienza sorridente e garbata dello stile asiatico.
Ecco, appena entri da Roppongi, ti lasci Milano alle spalle e la zona di Porta Nuova col suo intreccio di grattacieli di vetro, piazze sospese e architetture antiche che uniscono la Milano storica alla sua anima più futuristica; per immergerti in pochi attimi nella cultura Izakaya.
Ovvero, quello stile di cucina street-food semplice, gustoso, easy ma estetico, anima della cultura Nippo, post lavoro e aggregativa.
In un’atmosfera di condivisione, vivacità dal rumore piacevole e profumi vari, non aspettatevi il sushi classico come protagonista, ma piuttosto cibi e preparazioni ben meno usuali per un europeo e parecchio Japan.
Al pranzo, combo menù interessanti che spaziano dai ramen a preparazioni a base di kimchi (coreano) o meglio dire kimuchi, piatto simile in giapponese (cavolo meno fermentato, aromatizzato ma meno aglio, meno spezie ecc), uova, riso, anguilla, tempura ecc. con acqua e coperto inclusi a prezzi imbattibili, particolarmente per la città e la zona…La cena, il menù prende il suo vero spazio inserendo pesce fresco, sashimi, fritti, ravioli gyoza, griglia e molto altro prodotto con le diverse tecniche di cottura e preparazione tipiche del “paese creato dalla spada”
Non pensate al vino quì, negli Izakaya si va di birra, sakè è Tè verde.
Gentilezza, cordialità mai invadente e sorrisi garbati completano un servizio che ti farà ricordare dove sei, solamente all’uscita.
Da fidelizzare

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