di Stefano Grimaldi
Pare impossibile che una zona come quella del polesine abbia ospitato parte della storia dagli Etruschi al Risorgimento, dalla dominazione Francese sino a diventare zona strategica nel secondo dopoguerra o legata alle sorti alluvionali, a volte drammatiche, del contiguo Grande Fiume nazionale.
Fatta la dovuta e meritata premessa, forse sconosciuta al grande pubblico, è ora di fermarsi per una deviazione che vale la pena da anni, se siete sulla statale 16 che collega Ferrara a Rovigo.
Il Cortevecchia è una di quelle risorse rassicuranti e ben gestite. Dalla ambientazione calda in pietra a vista e volte, con una vetrina delle carni dal mondo a diverse frollature e una bocca di camino gigante spettacolare quando è al lavoro, governato dal giovane Parillero…giusto per darci un tocco internazionale.
Specializzazione a parte nell’intero mondo carnicero (fra le varie il pollo disossato alla brace è da Oscar), il ristorante offre antipasti tradizionali veneto-polesani, primi home made gustosamente classici fra la tradizione veneta e del vicinissimo confine emiliano quali bigoli, risotti e tagliatelle, non ultimi dessert nazional-regionali come tiramisù e zuppa inglese alla ferrarese (cioccolato, pan di spagna imbevuto di Alchermes, crema ecc).
Siamo già in Veneto per poco dicevamo…quindi si beve bene di certo…da provare i meno noti ma ugualmente ottimi vini dei non lontani Colli Euganei.
Cordialità e accoglienza chiudono una sosta da ripetere.



Segui